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ATTIVITÀ FISICA: cibo per il nostro cervello

Negli studi clinici, è stato osservato che l'esercizio fisico aumenta il volume del cervello nelle aree implicate nei processi di elaborazione, migliora la cognizione nei bambini e migliora l'abilità fonemica nei bambini delle scuole con difficoltà nella lettura .

Inoltre l'attività fisica migliora la memoria e l'apprendimento, promuove la neurogenesi e protegge il sistema nervoso dalle lesioni e dalla malattia neurodegenerativa.

Esercizio e neurogenesi

Con il termine neurogenesi si intende quel  processo di formazione di nuove cellule nervose. Anche per analizzare questo aspetto sono stati condotti degli studi che hanno messo in evidenza l’importanza di svolgere un’attività fisica moderata e continuativa, questo perché quando si svolgono attività molto intense viene rilasciato il corticosterone, che mette ancora più sotto stress il sistema nervoso. Quindi se l’obiettivo è quello di gestire lo stress bisogna puntare ad attività di intensità moderata ma che siano protratte nel tempo.

L’esercizio migliora le funzioni cognitive

Un tempo si credeva che il cervello adulto fosse incapace di produrre nuovi neuroni. Invece adesso è noto che la neurogenesi si verifica nell'ippocampo e nello strato di cellule che circondano il ventricoli cerebrali laterali e, inoltre, quell'esercizio stimola questa proliferazione.

L’attività fisica protegge il sistema nervoso

L'attività fisica attenua il declino cognitivo e della memoria che sono associati con il normale invecchiamento, soprattutto in condizioni patologiche come la malattia di Alzheimer. Recentemente è stato anche dimostrato che l’esercizio fisico promuove l’aumento del volume del cervello negli adulti che praticano un’attività fisica moderata costantemente. In questi adulti è stato osservato un aumento del volume cerebrale nelle regioni del lobo frontale implicato nelle funzioni fondamentali, e nello specifico: attenzione, controllo e memoria.

Quanto esercizio fisico è necessario?

Quanto detto fino ad ora ci porta a trarre intanto una prima conclusione, che per favorire il miglioramento delle funzioni cognitive l’attività fisica non deve necessariamente raggiungere i livelli di intensità necessari per migliorare la forma cardiovascolare (avete mai fatto caso alla sensazione di tranquillità che si raggiunge dopo una lunga passeggiata?).

Tuttavia, alcuni studi sostengono che l’attività intensa piuttosto che moderata ottimizzi la funzione dei neurotrasmettitori e migliori le prestazioni esecutive.

Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità suggeriscono di fare almeno 150 minuti di attività fisica moderata ogni settimana. Quindi potremmo pensare di inserire all’interno delle nostre attività moderate almeno una seduta in cui aumentare l’intensità che ci permette di aiutare i nostri amici neurotrasmettitori.

 

Anche alla fine di questo articolo si può facilmente intuire quanto sia importante per le aziende promuovere l’attività fisica per i propri dipendenti, attraverso la quale è possibile migliorare attenzione, memoria e contrastare il declino cognitivo.

 

Michelle Ploughman (2008) Exercise is brain food: The effects of physical activity on cognitive function, Developmental Neurorehabilitation, 11:3, 236-240. DOI: 10.1080/17518420801997007

PhillipsC, BaktirMA, Srivatsan Mand SalehiA (2014) Neuroprotective effects of physical activity on the brain: a closer look at trophic factor signaling.Front.Cell.Neurosci. 8:170. doi: 10.3389/fncel.2014.00170

 

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