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L’attività fisica nel diabete di tipo 2


Il diabete è una malattia cronica caratterizzata da alti livelli di glucosio nel sangue. Ed è dovuta ad un’alterata quantità o funzione dell’insulina, che non riesce più a mantenere livelli adeguati dli glucosio nel sangue.

Infatti l’insulina è l’ormone che consente al glucosio di entrare nelle cellule ed il suo conseguente utilizzo come fonte energetica

Le più diffuse varianti di diabete sono il tipo 1 ed il tipo 2. Il tipo 1 è caratterizzato da una mancata o diminuita produzione di insulina da parte del pancreas. Il tipo 2 invece è caratterizzato da un’inadeguata funzione dell’insulina.

Ovviamente nella gestione di tutte le forme di diabete mellito la prima, e fondamentale, forma di gestione della malattia è una corretta alimentazione. La dieta è fondamentale almeno per tre motivi: il livello glicemico che infatti dipende anche dai carboidrati che vengono ingeriti; correggere la dislipidemia attraverso l’introito dei grassi; il controllo del peso.

Un altro fattore che ormai viene riconosciuto come fondamentale da tutte le organizzazioni mondiali che si occupano di diabete è sicuramente l’attività fisica.

Oggi mi concentrerò sul diabete di tipo 2 perché è la tipologia che richiede una maggiore attenzione nello svolgimento dell’esercizio fisico per svariati motivi.

Intanto iniziamo a dire che è buona norma, ed è fortemente consigliato, monitorare la glicemia prima, durante e dopo l’allenamento in modo da poterla correggere ed in alcuni casi anche evitare l’allenamento.

Infatti non bisogna mai fare attività fisica se prima di iniziare la glicemia è ≥ 250 mg/dl e c’è la presenza di chetosi perché si corre il rischio di iperglicemia.

Attraverso l’attività fisica si ha più energia, si riducono i fattori di rischio, si normalizzano i livelli di glicemia, gestione del peso e soprattutto si aumenta la massa muscolare che quindi richiederà una maggiore quantità di glucosio con una conseguente diminuita quantità circolante e quindi livelli più bassi di glicemia.

Le indicazioni generali dicono di svolgere sia attività aerobica (camminata, corsa,ecc..) che resistance training (allenamento contro resistenza).

Bisogna almeno fare attività tre giorni a settimana di attività aerobica, non più di due giorni consecutivi, ad un’intensità compresa tra il 40% ed il 60% della frequenza cardiaca di riserva.

Mentre per quanto riguarda il resistance training sono due o tre giorni a settimana ad un’intensità tra il 50% e l’80% dell’1 RM.

Ma bisogna stare attenti e valutare eventuali altre patologie esistenti, perché si rischierebbe di arrecare un danno alla persona invece di un beneficio.

A questo punto è opportuno capire che non si può allenarsi fai da te e nemmeno affidarsi ad un semplice istruttore in palestra, ma bisogna rivolgersi ad un chinesiologo specializzato in attività fisica adattata che deve innanzitutto effettuare una valutazione funzionale del soggetto e solo dopo programmare il lavoro necessario alla gestione del diabete di tipo 2.

 

Joel E. Williams, B. Helsel, B. Nelson, R. Eke; Exercise considerations for type 1 and type 2 diabetes; ACSM 2018.

 

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